la fotografia

 

“La vita Ŕ come un film girato di soppiatto, a nostra insaputa.
Ogni nostra  fotografia mostra quello che pensiamo di vedere con il piacere di osservare.
E rimane nel tempo, anche dopo che il film Ŕ finito.
Un punto di una linea. E come tutti i punti un’astrazione. Una bella astrazione.”

                                            FF

ISFOL
Convegno al Midas Palace 1976
Isfol anni 1977-78
Isfol anno 1978
Isfol Ginevra 1983

TEATRO

La Gatta Cenerentola - 1976

VARIE

Portaportese 1976
UniversitÓ 1977
Torino 2006
Montenero in Sabina
I cugini Frigo
La Barabbata a Marta
Funghi 1
Funghi 2
Venezia 1

Locronan, Bretagna

Il mio incontro con la fotografia Ŕ stato “tardivo”, come la vendemmia che si fa a fine ottobre.
Il motivo? Semplice, prima del 1970 non ho mai posseduto una macchina fotografica. Quella del 70 Ŕ durata fino al furto del 1973 (allora mi alleggerirono anche di una cinepresa Paillard Bolex 16 mm con torretta a tre obiettivi e di un registratore audio professionale Uher…). Poi il mio amico Alfredo T., collega dell’Isfol, nel 1977  mi ha fatto dono di una “preziosa” JANUA , copia italiana (del 1952) della Leica  e progettata  e realizzata poco dopo la guerra dalla San Giorgio di Genova. Poi sono venute, nel 1978, una Praktica VLC2 (ottica Zeiss, mirino a pozzetto, macchina eccezionale realizzata nella Germania dell’Est) che mi Ŕ stata gentilmente sottratta nell’ottobre del 1980 dal mio Ford Transit parcheggiato sul Lungotevere una sera dedicata alla proiezione di Video artistici in Trastevere ) , una Canon, una 6X6 Russa, una …….
All’inizio fotografavo di tutto e stampavo solo contatti (provini). Ho album solo di provini.
Poi ho smesso di fotografare oggetti e luoghi e ho cominciato a fotografare i figli che crescevano e la vita durante le vacanze.
Poi ho smesso del tutto.

Ora ho ripreso e cerco di vedere attraverso il piccolo schermo della Nikon Colpix digitale quello che non l’occhio, ma i miei due occhi  vedono sicuramente in modo diverso.