diario 2007

 

Gennaio

1 gennaio 2007, 63 km, 23,6 k/h
Dopo la notte di San Silvestro passata in piazza con Rita, Max e Francesca e almeno altri 50.000 romani ad ascoltare Fiorella Mannoia e i suoi amici brasiliani l’appuntamento con Massimo è alle 10 e un quarto a Tor di Quinto per andare a Formello, continuando una tradizione domenicale che data dall’inizio del 2005. Contrariamente a quanto successo nelle ultime uscite il cuore non sale mai sopra i 160-165 in salita. Me la cavo meglio del solito anche se ho dormito poco. Essere rilassati, parlare mentre si pedala, pensare ad altro che non al percorso aiuta a tenere il cuore entro i limiti. Il tempo è buono anche se all’una di notte aveva cominciato a scendere una fastidiosa pioggerella. Il percorso lo sappiamo a memoria ma siamo diventati più bravi e cerchiamo di non forzare mai.
All’inizio dell’anno il contachilometri segna 131.

6 gennaio 2007, 31km
Passeggiata della Befana con il Gruppo ciclistico Franchi. Appuntamento alla Sedia del Diavolo un po’ prima delle nove  e mezza e poi in coda dietro la macchina americana d’epoca che porta la Befana si va per il centro: C’è anche un bambino che avrà sei anni e che pedala con le sue piccole ruote in mezzo ai grandi. Si va ad andatura programmata, cioè molto ma molto piano. Si fa Corso Trieste, la Nomentana, poi per via XX settembre, Piazza Venezia, il Colosseo, via dei Cerchi e qui ci si ferma per la colazione. I ciclisti mangiano sempre e di più! Si riparte in un bel gruppo, siamo più di cento, ci sono anche i ciclisti del sabato, quelli di Vigne Nuove e poi il gruppo delle Acli con i simboli della pace. Lungotevere fino all’inizio di Via della Conciliazione. Si aspetta che scorra tutto il corteo in costume( costumi bellissimi e ricchi di epoca rinascimentale) e poi ci aggreghiamo per entrare in corteo di bici nella piazza dove ci sono i fedeli che aspettano la benedizione del Papa. In piazza sono venuti anche i famigliari e i nipotini a vedere la sfilata e le biciclette.

7 gennaio 2007, 67 km, 24,5 k/h

Di nuovo in tre con Massimo e Aurelio solita strada per arrivare a Formello per il caffè sulla piazza. Quando si è in tre si cammina, ci sono più stimoli. Quando provo a far girare le gambe più leggere il cuore sale di più, mi tocca mediare con un rapporto che permette di dosare potenza e flessibilità. Come sempre in salita mi stacco,anche se non sono le salite vere queste della via di santa Cornelia. Per gennaio vanno bene questi percorsi, al ritorno si fa un po’ di velocità  

  14 gennaio 2007, 95 km, 26 k/h

Appuntamento con A e M a Ponte Mammolo. Si va per la Palmiro Togliatti tutto intorno alla zona Est di Roma fino a scendere alla Cristoforo Colombo e a Ostia. Bella giornata, non fredda e si pedala bene. All’andata meglio del solito sulla salita della pinetina ma mi stacco come al solito, rientro in discesa e sosta al chiosco. Ritorno con la preoccupazione della distanza, non ci siamo ancora abituati alle distanze.

  21 gennaio 2007, 94 km, 28 k/h

Appuntamento con il Gruppo Franchi per la prima uscita dopo la Befana. Ci si ritrova davanti al PalaLottomatica. C’è anche un gruppo del Castellaccio, sono quelli che a volte vedo il sabato e partono sotto casa mia. Massimo viene in ritardo, Aurelio a un certo punto parte, gli altri sono già a più di un chilometro e non si vedono quando parto con Massimo. Lui si stacca perché faccio subito lo sforzo massimo per rientrare. Pedalo da solo  e incontro Aurelio alla Laurentina, insieme cerchiamo di raggiungere gli altri. Supero un gruppetto di ritardatari su uno strappetto ma ho già la gambe molli e il fiato corto. Rientra finalmente anche Massimo e ci si ricongiunge a Ardea. Sosta davanti al mare a Lavinio. Qui venivo nel 70, non ci sono quasi più tornato. Si riparte a tutta birra e dopo poco del centro di Tor Vaianica con Aurelio ci si stacca (vanno sui 40 con quelli del Castellaccio a tirare) e con Terenzi a altri si rientra con più calma. A un certo punto temo una cotta perché ho finito le energie, troppi chilometri davanti a tirare e non sono certo in forma. Alla fine i primi credo abbiamo tenuto la media dei 30. Massimo ha fatto i 29,3 e noi i 28. Sono soddisfatto.

27 gennaio 2007, 42 km, 23,3 k/h

E’ sabato e all’ora di pranzo prendo per la Bufalotta e la Marcigliana. Incontro Aurelio che  è partito da casa e ha fatto la Salaria. Avanti e indietro tra Nomentana e Salaria.

28 gennaio 2007, 67 km, 24,2 k/h

Ritorno a Formello con A e M. La mattina fa freddo ma con il sole di questi tempi migliora non poco nel giro di due ore. Si incontra un altro ciclista del gruppo franchi L.N. di 48 anni che ha una a azienda di gadget pubblicitari e che si allena quasi tutti i giorni. E’ stato professionista di rugby e adesso preserva i muscoli andando in bicicletta, il ginocchio è mal messo come per molti che fanno sport traumatici. Luigi cammina bene anche se dice di andare piano e leggero (tiene sempre il 39). Tanto la potenza si vede dalla dimensione dei polpacci.









Febbraio

  3 febbraio 2007, 35 km, 22,4 k/h

Sono andato da Franchi in negozio a far vedere il cambio a Marco. Ci sono i lavori e fra poco si vedrà anche un PC con linea dedicata ! Poi da Aurelio e si  va abbastanza piano verso la Salaria, Tor San Giovanni e a casa.

4 febbraio 2007, 99 km, 25 k/h

Con A e M appuntamento alle 9 a ponte Mammolo, poi P. Togliatti e via verso la Cristoforo Colombo, Ostia con il solito stop al chioschetto per il caffè. Mi sono seduto all’aperto con un sole stupendo. Tanti ciclisti, tanti podisti e tanta gente che passeggiava sul lungomare. Ritorno con i soliti rallentamenti in salita, su ogni piccola salita.

11 febbraio 2007, 84 km, 27,8 k/h

Appuntamento Fiumicino con il gruppo Franchi. Io arrivo con Aurelio, Massimo è venuto con la sua automobile perché deve rientrare per pranza, noi ci fermiamo al ristorante con gli altri. Si parte alle nove e ci si dirige verso l’Aeroporto che si costeggia in direzione del mare. Gianni Franchi davanti tira con un ritmo di pedalata alto (credo vada a 120 con il 39/19). Poi si devia sotto l’Aurelia e si arriva a Torrimpietra. Sosta tecnica e succo di frutta. Poi verso la Traglatella e verso Bracciano. Sulle salitele mi stacco, dietro c’è chi va anche più piano, io non so ilo percorso ma incrocio due altri soci e non mi perso. Ogni tanto ci si raggruppa e poi mi ritrovo a pedalare da solo. Non riesco a stare davanti quando tirano a 34-36 mi accontento di succhiare le ruote.

Alla fine la media è di un chilometro sotto a quella di Massimo e Aurelio che sono già arrivati. Pranzo abbondante (eravamo credo in 53, mogli comprese, non malle per una uscita sociale del Gruppo)

25 febbraio 2007, 72 km, 22,6 k/h

Aurelio in Puglia ci si vede con Massimo dal fioraio alle 9 e si prende la ciclabile che costeggia il Tevere. Ad un certo punto commentiamo il forte odore di penne bruciate “Saranno  gli extracomunitari che si mangiano di tutto, forse anche i gabbiani..”). Massimo mi chiama per farmi vedere cosa sta appoggiato su un bel salice. E’ un bel fagiano maschio che si muove con tranquillità nella campagna romana. Non sa cosa gli aspetta.. e io pensavo che si mangiassero i gabbiani!. Andiamo avanti verso Formello con rapporti tranquilli. Il cuore sale anche se sto col 39. Domenica scorsa non sono uscito per via di un attacco di influenza, evidentemente basano 15 giorni senza bici per fare tanta fatica in più. Anche la respirazione non è delle migliori, in compenso si chiacchiera un po’ di più.






Marzo

3 marzo 2007, 68 km, 26,2k/h

Di sabato, uscita con il gruppo dei “pesciaroli”. E’ un periodo strano per il gruppo, ci sono quindici ciclisti e si dividono almeno in tre gruppi diversi. Sono amici ma come tutti i gruppi ci sono invidie e gelosie, atteggiamenti che cambiano e che un gruppo non accetta e allora cambia itinerario. Siamo andati in sei verso la tiberina, caffè sotto Capena e poi per la superstrada verso Paso Corese. Da lì ritorno per la Salaria. La prima parte tranquilla poi al ritorno ritmo sempre superiore ai 30. Io a succhiare le ruote e quando ho tirato per poco più di due chilometri il cardio mi ha detto che vado subito sopra i 170.

4 marzo 2007, 77 km, 23,3 k/h

Solita uscita domenicale con Aurelio e Massimo verso Formello. Alla prima salita per prendere santa Cornelia mi stacco  e li rivedo a Formello davanti al borgo vecchio, mi hanno dato 5 minuti buoni. Io sempre al limite dei 150  e dei 160. Ho dato    retta al cardio e risparmio il cuore, in realtà non riesco a faticare come ieri. Poi si continua per Sacrofano, metto anche il 39/23 e fatico su ogni strappetto. Alla fine recupero con il passo da pianura ma per la ciclabile c’è di tutto e si tratta di fare uno slalom continuo piuttosto che una pedalata rilassante. Chi cammina, chi va sui pattini, chi impara ad andare in bicicletta e porta tutta la famiglia in gita. E’ stata una giornata calda , stupenda, primaverile. Per strada ci sono i primi raccoglitori di asparagi selvatici e vien voglia di prendersi giorni per andare in giro. Se pedalo così non sono in grado di andare da nessuna parte, mi verrebbe voglia di attaccare la bicicletta in cantina e di lasciarla per mesi.

10 marzo 2007, 54 km, 23,4 k/h

Di sabato all’ora di pranzo appuntamento alla Marcigliana con Aurelio che parte da casa sua e fa la Salaria, Il tempo di pedalare, prendere un po’ d’acqua alla fontanella della Nomentana, parlare dei figli, fare la salita che porta alla Salaria e poi dividerci per il ritorno,

11 marzo 2007, 95 km, 23,4 k/h

Uscita da ponte Mammolo per la Tiburtina, su per Tivoli staccato ma non di molto da A e M, poi per s. Gregorio di Sassola, chiacchierando con Massimo e con Aurelio lontano ad aspettarci per la sosta in paese. Poi si riprende per Poli, per Villa Adriana e qui io mi sento già svuotato dalle residue energie e  poi per la Tiburtina. Le gambe ci sono abbastanza, il resto no.

17 marzo 2007, 89 km, 24 k/h

Con la compagnia del sabato partenza alle otto  e mezza sotto casa, mi ritrovo davanti con altri quattro mentre si scende da Fidene sulla Salaria e si tira un po’ di più del gruppo più consistente che sta dietro. Poco prima di Passo Corese mi stacco da un gruppetto a quel punto ingrandito e che va anche ai 36 e giro da solo verso Talocci. Sono anni che non mi avvicino a questa strada e allora decido di salire per Fara e scendere a Farfa. Mi fermo per il caffè, le solite due chiacchiere col barista, mi faccio fare una foto davanti all’abbazia di  Farfa e poi scalo il pezzo di montagna che mi serve a ritornare sui miei passi. Scopro  per strada alcuni dei cicloturisti che avevo visto la mattina e con cui avevo pedalato e così il ritorno è in parte in solitaria e in parte con il gruppetto che parte qua sotto casa. Belle sensazioni quelle delle salite fatte con calma al mio ritmo senza troppi affanni. Lentamente ma con costanza.

 18 marzo 2007, 80 km, 24,3 k/h

Con Aurelio appuntamento sotto casa e poi per Bufalotta, Palombarese, la 48 bis (pista ciclabile rifatta per bene) e poi su da Guidonia verso Marcellina. E’ tanto che non ci provo, mi stacco subito da Aurelio e rimango sotto la soglia dei battiti. Caffè e ritorno con ritmo discreto. Le gambe migliorano dopo l’uscita di ieri.

25 marzo 2007, 38 km, 23,8 k/h

Approfitto di un miglioramento del tempo e poco prima di pranzo esco da solo e vado per la Bufalotta e Tor  San Giiovanni. Ieri e oggi  gli amici del Gruppo Franchi sono impegnati in una due giorni che li porta a Montefiascone. Il tempo però non è clemente, è  ritornato l’inverno a primavera e troveranno anche la neve sui Cimini. Io cammino col 53/21 per tutto il tragitto. Un po’ leggero e duro sulle salitele, tiro in salita e mi riposo in discesa e in piano.







Aprile

1 aprile 2007, 75 km, 25 k/h

Campionato provinciale US Acli a Fiumicino, vado con Massimo. Il gruppo ha iscritto 28 soci del Cicli Franchi ma siamo in 23. Si parte e siamo quasi 200 schierati davanti al vecchio Faro, alcuni sono già partiti e ci fanno ritardare la partenza (per le verifiche sulla numerosità delle squadre, ci sono in ballo le coppe). Si va tranquilli, anche troppo in certi tratti perché si rischia di più quando il gruppo  è molto aggregato e l’andatura è bassa. Non proprio il solito giro, questa volta si rimane al di qua dell’Aurelia e ci si ferma per la sosta “alimentare” e per cambiare “acqua alle olive” a Passoscuro. Poi si ritorna per Maccarese, Fregane e per il lato ovest dell’Aeroporto dio Fiumicino. Mi piace stare davanti e mi sento a mio agio (stranamente) in mezzo al gruppo che non mi fa stancare. Al termine, pasta party, panino con la porchetta e da bere. Ci hanno dato anche un pacco gara con generi alimentari, buona organizzazione degli amici del gruppo Attardi di Fiumicino che ci dà anche una placca con medaglia ricordo della giornata.

7 aprile 2007, 62 km, 24,3 k/h

Sabato, vigilia di Pasqua, uscita dopo la spesa al mercato, all’ora di pranzo. Fa caldo e si sta molto bene in bici e con la divisa estiva. Su per la Palombarese per prendere verso S. Angelo Romano, la salita la affronto leggero leggero con il 53/26  (altre volte l’ho fatta con il 21). Obiettivo raggiunto è quello di rimanere sotto soglia  e di non spingere mai troppo. Sulla piazza del paese stanno smontando il palco della sacra rappresentazione del Venerdì santo. “Non erano tanto pratichi gli organizzatori e ha preso fuoco una parte del cielo di stoffa, c’è stata una gran fiammata” mi dice un anziano che staziona davanti al bar. Ritorno di buona lena e  con un rapporto da passista.

9 aprile 2007, 60 km, 24 k/h

Lunedì di Pasqua, da casa a Trevignano perché andiamo a pranzo da amici al lago, passando per Formello (solito caffè) e pedalando per quasi  otto chilometri con Emanuele, un ingegnere chimico  che ha un’azienda che si occupa di progettazione “di processo” nel settore dell’energia. Mi pare abbia detto che coordina 60 ingegneri e un nucleo di tecnici,. Lo scorso anno ha fatto la Maratona delle Dolomiti e la Nove Colli, in salita lui parlava e io boccheggiavo, lui a 145 battiti e io a 164, io 60 anni  elui 62. Quando vedo gente così penso che se cambio stile di vita posso anche migliorare e vivere meglio anche la bicicletta. Dopo Campagnano è tutta in discesa e si gode il lago.

10 aprile 2007, 48 km, 25 k/h

Uscita di martedì sera per la Bufalotta e Tor San Giovanni andando tra Nomentana e  Salaria. Ho giocato un po’ salendo dalla Salaria senza mani per 6 chilometri. Battiti sempre sotto soglia.

14 aprile 2007, 50 km, 25,7 k/h

Uscita all’ora di pranzo di sabato, Bufalotta e Tor San Giovanni, come tante altre volte. Provo ad andare dalla Salaria in salita col 53/17 per fare un po’ di potenza. Migliorata la velocità media. Valori di  soglia bene. In settimana sono stato dal medico sportivo, per il dott. D’Amico tutto ok.

15 aprile 2007, 71 km, 24.4 k/h

L’uscita di ieri con la nuova sella in prova SMP mi ha lasciato un forte dolore dietro al ginocchio destro, credo che la sella fosse troppo alta e arretrata, quando mi vedo con Aurelio (ieri ha fatto i 59, nel senso degli anni) e Massimo a Tor di Quinto, la prima cosa che faccio è abbassare la sella. Mi fa male la gamba per tutto il tratto mentre andiamo a Formello. Arrivo bene come media ma con dolore  (credo siano infiammati non i muscoli ma i tendini). Ritorno dopo la solita sosta con una buna gamba. Avanti fino a Prima Porta. Per la prima volta dall’inizio dell’anno le gambe girano bene, quello che non va ancora è la coordinazione tra cuore (sempre sotto soglia  e bene) e la respirazione perché i polmoni non si aprono come dovrebbero, forse su questo punto dovrò lavorare con esercizi specifici.  

21 aprile 2007,  73 km, 23,7 kh

Siamo a Pascarosa nei trulli di Aurelio. In questi giorni i trulli non sono affittati e sono tutti per noi. Aurelio è sceso con Atonia e Massimo e io con Michela e Rita. Il tempo è bello, fa caldo e ci si prepara per la prima uscita. “facciamo pochi chilometri per il primo giorno”, suggerisce Aurelio che ha diritto a dire la sua per primo come padrone di casa. Io ho portato un cartina al 250.000 della De Agostini che non mi convince molto, in auto ho il Tom Tom che è molto dettagliato (decidiamo di non portarlo) e ho le fotocopie delle cartine del TCI al 220.000. Sono buone ma anche queste non molto dettagliate. Si esce da Pascarosa e si prende per Ceglie Messapica fermandoci alla stazione delle Ferrovie del Sud Est a prendere l’orario dei treni e per dapere se ci sono novità sul periodo in cui si possono portare le bici in treno (l’anno scorso era tra il 15 giugno e la metà settembre). Si ferma un ciclista di Ceglie al quale chiedo della strada minore che vorrei fare per andare a  San Michele talentino. Un paese che non è famoso  e per questo può essere una meta buona. Ci dice di cercare il San Raffaele, lo troviamo e giriamo  a destra, ci si trova in mezzo a stradine di campagna piene di ulivi. Per 15 chilometri solo ulivi e poche case. Un paesaggio stupendo e tanta campagna. Sbuchiamo su una strada maggiore, finalmente, e Aurelio ci spinge  a destra. In realtà non sono molto convinto ma l’imperativo è andare e fare chilometri. Si fila oltre i 34 perché si è in leggera discesa e , come temevo, ci ritroviamo come l’anno scorso all’ingresso di Francavilla Fontana. Adesso ci sono le indicazioni e decidiamo di salire verso san Vito dei Normanni, poi si gira a sinistra per S. Michele salentino. Siamo in un borgo agricolo, almeno apparentemente senza centro storico, senza grande storia. Al bar dove prendiamo il caffè (il Piccadilly) c’è un gruppo di operai agricoli e di trasportatori che bevono birra (forse non si trattava della prima..)  e ci dicono che quello era il paese conosciuto per la carne, per le macellerie di buon nome, per i “fornelli” diffusi molto prima che si incontrassero nei centri maggiori del brindisino. Da lì ripartiamo per Ostuni senza incontrare salite e ci si ferma in centro. Poi per la strada che porta a Martina Franca e che presenta numerosi saliscendi. Aurelio prende l’iniziativa con Massimo e vanno avanti veloci, io al bivio per Costernino-Ceglie prendo a destra con l’idea di evitare lo strappo duro di Pascarosa. In realtà prima di Costernino c’è una discreta salitella e poi mi immetto sulla strada di campagna che costeggia la ferrovia e che porta direttamente a casa attraverso un percorso pieno di trulli.

  22 aprile 2007,   104 km,  21,8 k/h

Seconda uscita, obiettivo la riserva di Torre Guaceto, lungo il mare che da Ostuni porta a Brindisi. Si parte in direzione Costernino (“passiamo dal centro del paese, davanti ai Carabinieri”). Bella discesa ripida in mezzo ai boschi del limitare della Selva di Fasano, Ci sono gruppi di ciclisti che salgono, oggi è domenica, tutti in bici. Alla fine della discesa si continua di gran carriera verso Villanova. Ci si arriva dopo tentativi di strada lungo il mare e di ritorno sulla statale arrivando quasi a Ostuni stazione. Io sono avanti e sbaglio strada, mi richiamano e riprendo la formazione. ci supera la macchina con le nostre donne dirette al mare, nemmeno me ne accorgo perché sto tirando con un bel rapportone. Al mare si sta bene, c’è un piccolo porticciolo e tanti bar. “Un tempo c’erano pescatori, oggi sono tutti dilettanti. Pescano per sé, la gente fa altro”, Si riparte verso sud e sto davanti a tirare sui trenta, Tiro per quasi venti chilometri seguendo la complanare della superstrada, lungo il mare si può andare solo con le mountain bike. A Torre Guaceto spiaggia c’è una sabbia bianca che acceca, ci si fa una foto con lo sfondo dei bagnanti. Poi si risale e si va verso la Torre dove arriviamo dopo due chilometri di sterrato. Sulle buche Massimo ha la sorpresa di sentire lo scarpino che si apre perché la vite si allenta con le vibrazioni. La Torre Guaceto è stata modificata cento anni fa e ancora serviva da difesa verso l’Adriatico e la paura che viene dall’Est. Oggi è anche sede del WWF. Il mare è bellissimo e pulito, ci sono due isolotti a qualche centinaio di metri dalla riva  e lontano si intravede Brindisi. Qui è riserva di grado A, non si possono fare nemmeno i bagni. Si riparte e si entra all’interno e si arriva a  Carovigno in tempo per prendere una bibita e un gelato. Io bevo solo dell’acqua. Dal paese si sale lentamente e con costanza verso Ostuni e io comincio ad accusare la stanchezza. Sono stato tutto il tempo davanti e adesso faccio fatica a tenere il ritmo. Me ne accorgo sulla strada per Pascarosa, per fortuna che ritorno con Massimo che rallenta e si sale sullo strappo con un rapporto leggero  (col 23 e col 26. massimo ha lo stesso Stimano 105 con il 53/39 e una bicicletta Mass, ma più pesante della mia). Aurelio è andato avanti, ha sempre energia da vendere nel finale.

  23 aprile 2007,  113 km, 23 k/h

Partenza da Pascarosa che sono quasi le nove  e un quarto  e si prende per Ceglie Messapica perché oggi arriviamo a Lecce. Poco dopo Ceglie andiamo alla ricerca della strada provinciale che dopo due chilometri di quella che porta a San Vito , diverge a destra e scende nella campagna tagliando in obliquo. All’altezza della Fondazione San Raffele aspettiamo qualche decina di metri prima di girare e ora siamo , crediamo su quella indicata da Via Michelin come la più breve da fare in bicicletta. Ci sono solo ulivi, ulivi e poche case e mandorli. Si arriva al bivio già fatto due giorni fa quando siamo andati a San Michele talentino. Oggi giriamo a destra  per Latiano e si scende a buona velocità. Speriamo di arrivare nel posto giuso. Qui non ci sono indicazioni né del numero della strada ( raro trovarlo) né dei chilometri che separano dalle mete. Giriamo attorno a Latiano e ci dirigiamo per Torre Santa Susanna, non prima di avere fatto due chilometri in più sulla direzione sbagliata. A questo punto seguiamo la mappa ma non le indicazioni della Guida Michelin. A un certo punto giriamo a sinistra e ci teniamo in quella direzione per quindici chilometri fino al bivio che diverge tra Cellino San Marco, dritto, e San Donaci a destra. Andiamo a destra per la primo volta in mezzo al traffico e ci si ferma in paese per un caffè. Caffè Latino, due cameriere provenienti da un paese dell’Est e pochi avventori, qui dev’essere pieno di notte, con i separè in finta pelle, i televisori con i video musicali e i cocktail in vista. Si va per Campi salentina, si gira per Novoli ma si sbaglia strada e si ritorna sulla statale 7 ter, la mitica Appia che si fermava a Brindisi per i romani e che i leccesi fecero poi arrivare nel loro capoluogo. Si entra in città e non si sa come penetrare nel centro storico. L’unico modo che trovo fattibile è quello di andare per un po’ contromano. Una volta, due volte, tre volte. Alla fine Massimo e Aurelio girano a destra e io vado dritto. Ci si vede poi sul vialone alberato che costeggia il centro storico. Entriamo nei vicoli, una foto davanti alla Cattedrale, un gelato enorme lì vicino (mi faccio convincere anch’io ma sbaglio, mi rimarrà a lungo, troppo  a lungo sullo stomaco), poi nella piazza della colonna e della sedia, davanti a Santa Chiara e una foto con il miglior barocco leccese.  Rispetto a quanto prevedeva la Michelin abbiamo fatto 12 chilometri in più. Poi in Stazione, dobbiamo decidere tra FS e FSE. Lo scorso anno abbiamo dovuto litigare per far salire le bici sulle Ferrovie del Sud Est e allora si opta per le FS regionali. Le bici si possono portare, è previsto, si fa il biglietto e partenza alle 15 e 25. un’ora di treno per scendere a Ostuni, dalla parte del mare. Di nuovo in sella. Si sale verso Ostuni con una bella “impettata” e si va per i saliscendi verso Pascarosa. Vado bene ma mi stacco da Aurelio e Massimo e torno solo. Sulla rampa di Pascarosa vado molto meglio dell’altro ieri, salgo con il 21.

  24 aprile 2007,  89 km,  22 k/h

Oggi vorremmo andare a nord facendo quasi un centinaio di chilometri. Uscita per Costernino come ieri e discesa per il mare. Si va direttamente a Torre Canne. Fa caldo e non ci si ferma pedalando di buona lena verso Savelletri e oggi io non mi metto a rincorrere i ciclisti più veloci  che tirano sul piano sulla strada che fiancheggia il mare passando vicino alle rovine di Egnazia. Ritrovo Massimo e Aurelio a Capitolo di Monopoli, un punto di casette sul mare assai invitanti. Si va  a sinistra per una strada che prima in piano e poi sempre più in pendenza sale sulle Murge. In poco più di quattro chilometri si guadagnano almeno 280 metri. Ci ha detto un cicloturista del posto che la media della pendenza è costante sul 7%. Si va assieme con il 23 e solo in alcuni tratti col 21. Vado su con loro, si va veramente tranquilli. Alla sommità ci si affaccia verso il mare in un punto che si chiama la “Loggia di Pilato”. Decidiamo di non andare a Castellana Grotte per non superare i 100 km. Giriamo a sinistra per Alberobello su una bella strada tutta saliscendi, come capita sempre in questa parte di Puglia  a cavallo tra le province di bari, Brindisi e Taranto. Fotografia dalla piazza con l’affaccio sulla zona monumentale  e sosta al bar di Vito Bianco. Mi prendo una piadina. Gli altri cose dolci. Fa molto caldo e se ne soffre. Siamo abituati a  pedalare col caldo ma non impariamo mai a bere a sufficienza. Dopo una sosta di mezz’ora si riparte e a me viene l’idea, guardando la cartina, di prendere una strada che , dopo Locorotondo, scende verso la Martina Franca-Ostuni e così si potrebbe rientrare con un po’ di chilometri in più dal tarantino. Chiediamo consigli ai vigili urbani di Alberobello. Il vigile che fuma di nascosto la sua sigaretta enll’ufficio deserto della piazza del Municipio non sa di strade secondarie. A Locorotondo un biker ci spiega come fare e una signora ci dà un consiglio diverso. Cominciamo il solito giro nelle strade minori, strade comunali ben tenute ma senza scritte utili per poter capire che direzione prendere. A Sisto giriamo a sinistra. Bene. Arriviamo su una provinciale. Io punto sull’andare a destra, per poi andare a sinistra e  arrivare così a Pascarosa. Aurelio propone di andare dall’altra parte e ci ritroviamo, come io avevo intuito a Costernino. Da lì si va  a casa con una tirata finale che mi fa impiegare tutte le energie che mi sono rimaste. Le strade più sono in cattivo stato e sono secondarie e più mi esaltano. Sarà perché mi ricordano le uscite in bici che ho fatto per tutto il tempo in cui ho vissuto a Brescia, quando amavo pedalare anche in mezzo ai campi coltivati, in mezzo alle  vigne o giù per “via della Garzetta” che è stata asfaltata solo dopo che io me n’ero andato da un bel pezzo.

  29 aprile 2007, 73 km, 24,7 k/h

Perché quelli che bucano una ruota non sono mai quelli che pedalano avanti e sono ben visibili? E’ capitato andando verso Formello all’altezza della Flaminia a Labaro. Massimo ha bucato (la ruota che gli sembrava girasse un po’ storta. L’avrà guardata troppo intensamente o con preoccupazione..), Aurelio era vicino e si è fermato ad aiutarlo a cambiare la camera d’aria. Io avevo appena accelerato e ho fatto tutta la salita da Prima Porta avanti su via di Santa Cornelia aspettando che loro rinvenissero da dietro. Avevo male al ginocchio dopo quattro giorni di stop e volevo forzare. Mi sono accorto che non c’erano ma pensavo stessero parlando più che pedalare. Arriva una telefonata che mi avvisa e ci si vede a Formello. Si riparte dopo una lunga sosta, si parla di vari argomenti, non solo o non tanto di bici. Si riparte per Sacrofano. Fino alla fine della salita non cambio, rimango col 39/17 così come sono partito da casa. Forzo ma nemmeno troppo. Le quattro giornate di bici in Puglia hanno fatto bene al tono muscolare. Io mi stacco regolarmente ma va bene così. A Roma per la ciclabile con gente che prende la bici da passeggio e che insegna ai figli a godere della strada sulle due ruote. Buon ritmo.

























Maggio

1 maggio 2007, 85 km, 23,4 k/h

Tengo il diario delle mie uscite in bici anche per capire perché vado in bici e mi impegno per migliorare. Oggi con Aurelio ci siamo dati appuntamento a Ponte Mammolo alle 9 e mezza e siamo partiti con la Tiburtina invasa dagli automobilisti in cerca di fave e pecorino e di prati dove fermarsi. Giriamo verso Setteville Nord e prendiamo la pista ciclabile, più tranquilla anche se in alcuni tratti non pulita. Salita di Marcellina fatta con calma e raggiungo Aurelio in cima quando metto il 17. Decidiamo di andare a San polo dei cavalieri dopo la sosta in paese per il caffè. Saliamo piano senza affanno fino a San Polo, non mi sembra vero i fare le cose senza patemi d’animo. In discesa metto la mantellina perché nel frattempo sono arrivate le nuvole. Faccio più fatica in discesa che in salita dopo che domenica ho avuto problemi in una curva presa ai 66 all’ora. Arriviamo a Roma con una buona riserva di energie e questa è una buona notizia. Tengo il 53 fino a casa.

15 maggio 2007, 31 km, 24,7 k/h

Sono tornato domenica dall’Andalusia. 1600 chilometri , ma tutti in macchina, da Siviglia e Granata, poi ad Algesiras, di passaggio per Cadice ancora a Siviglia. Da qui ancora a Cordova e alle foci del Guadalquivir nel Coto Donana. Riprendo la bici dopo 15 giorni e mi sembra tutto molto difficile e faticoso. Incontro un cicloamatore del Gruppo Franchi che si sta allenando per la NoveColli. Cammina spedito. Per la strada che sale verso la Salaria passando davanti all’Enel.

18 maggio 2007, 40 km, 24,7 k/h

Ancora di sera uscita verso Bufalotta per sgranchirmi le gambe. Oggi va già meglio.

20 maggio 2007, 60 km, 2 ore e 36’

A Marta , primo giro del lago della stagione 2007. La bici fa rumore come se l’inverno avesse lasciato tracce di umidità anche sul carbonio della vecchia Giant. Scricchiola “vistosamente” mentre salgo  su per Valentano. La “rampa” fa sempre sentire il peso dello strappo iniziale, ci si arriva con i  muscoli freddi e a me fa ancora male la gamba. Arrivo alla Montagnola con alcuni minuti di ritardo sulla tabella di marcia ma miglioro poi salendo verso Montefiascone. Impiego di più ma i battiti sono  a posto.

22 maggio 2007,  0km, 25,4 k/h

Uscita serale per la Bufalotta, tra la Nomentana e la Salaria, migliora il ritmo ma tendo sempre a lavorare col 53.  Mi sembra di “risparmiare” il fiato. Mi sforzo di respirare con il naso: mi aiuta ad aprire meglio i polmoni che si rifiutano spesso di aiutarmi come dovrebbero quando sono sotto sforzo.

26 maggio, 77 km, 25 k/h

Con Massimo V.  all’ora di pranzo di sabato giro verso Formello. In due si chiacchiera volentieri e con tempo incerto si sale senza patemi d’animo. Il “nostro” bar è chiuso, si va di fronte mentre cadono rade gocce di pioggia. Poi si torna per Sacrofano.

27 maggio 2007, 96 km, 24,3 k/h

Dopo tanto tempo di nuovo sulla Tiburtina per salire a Tivoli e poi a San Gregorio di Sassola e Poli. Aurelio parte mezz’ora prima (“mi sono svegliato presto e sono partito”), Massimo arriva in ritardo a Ponte Mammolo. Bene secondo i miei personali standard sino a Tivoli, poi mi stacco prima di San Gregorio e fatico anche in discesa, io che di solito mi lancio. Una mezza cotta che mi fa arrivare con pochissime energie a Roma per la solita Tiburtina intasata e pericolosa. A conti fatti la media non è male. Certo, come sempre, non sono conteggiate le soste al bar.







Giugno

2 giugno 2007, 63 km, 25,5 k/h

Di sabato (il tempo incerto)  con Aurelio e Massimo appuntamento a Tor di Quinto per una sgambata verso Formello. Oggi Aurelio ha fretta e si vede. Sempre avanti e io ad arrancare. Uno di quei giorni  in cui  la fatica non  manca.

4 giugno 2007, 50 km, 25,6 k/h

Uscita serale, tiro un po’ più a lungo, fino alle otto e mezza, c’è ancora una bella luce. Rapporti un po’ lunghi e aumenta la velocità. Tengo discretamente anche sulle salitele. Vado meglio decisamente dopo la prima ora di marcia.

9 giugno 2007, 63 km,  23 k/h

Giro del lago di Bolsena da Montefiascone. Salita così così. Mi fermo da Caprio. Giuseppe è tiratissimo, è calato di 5-6 chili “mi alleno. Non è che sto male, ho ripreso a pedalare..”. In effetti ho visto che ha fatto al granfondo M.Lelli di Manciano  che è una gara tosta, per gente allenata se si vuole chiudere con la media dei trenta. Il vento disturba in più punti. Salgo su per Gradoli con la netta sensazione che le gambe non  sono quelle che dovrebbero essere. Metto il 25 quando sento che è troppo dura, ci sono pochi tratti all’ombra  si patisce.

10 giugno 2007, 83 km, 22,3 k/h

Bel giro, era da tempo che aspettavo di poter andare in bici a  Pitigliano. Quando si scende dalla strada che viene dalla cantoniera di Latera e poi da Casone e si sbuca sulla forra del fiume Lente ci si trova davanti la città del Tufo con i suoi palazzi che sembrano scolpiti nell’argilla e ci si chiede come dev’essere vivere qui sospesi non solo sulla valle profonda manche a  cavallo dei secoli. Mi muovo in mezzo ai turisti che fotografano la città mentre arranco dal livello del fiume verso l’altopiano che seguo verso il viterbese. Dopo il bivio per Manciano si continua con saliscendi e poi con salite per Farnese (stop per l’acqua e per rimettere in sesto il fisico un po’ in crisi. Pedalo con un gruppetto di bikers di Grotte di castro. Alcuni vanno forte altri tranquilli. Mi staccano, li raggiungo, mi superano di nuovo. Non ci stanno a stare dietro, la competizione c’è sempre ,anche durante una semplice passaggiata.

16 giugno 2007, 40 km, 25,5 k/h

Da Marta per la Commenda, poi a destra per Serpepe con un andamento quasi sempre a scendere fino a Tuscanica (27 km nella prima ora). Poi per la strada Martana sforzandomi di tenere ritmo e gambe. Un doloretto fastidioso al torace mi consiglia di scendere dai 22 ai 19 all’ora sulla leggera salita che mi riporta a  casa. Poi tutto ok.

17 giugno 2007, 60 km

Giro del lago di Bolsena  da Montefiascone,  salita a Gradoli sempre difficile anche se nei limiti  accettabili per la mia condizione non buona.

19 giugno 2007, 58 km, 25 k/h

Uscita alle sei di sera di una giornata troppo calda. Dall’asfalto salgono miasmi più che aria calda. Migliora la situazione quando sbocco sulla Palombarese, c’è una fila ininterrotta di auto all’altezza di  FonteNuova, poi salgo sullo strappo col 26. Sto seduto e controllo il ritmo cardiaco. Più o meno nei limiti che mi aspetto. Poi ancora su fino al chilometro 28. Devo tornare per non trovare il buoi. Come mi giro scendono alcune rade gocce. Bellissima sensazione. Ritorno con il 53/15 sforzandomi di rilanciare in mezzo alle macchine che mi fermano la corsa a più riprese. Alla fine buone sensazioni e il tempo, per le mie possibilità di ora, c’è.

23 giugno 2007, 40 km, 25,7 k/h

Da Marta per  la Verentana, giro per Tuscanica, cerdo di arrivare in paese in 30’ ma non ci riesco, salitella verso Viterbo di buona lena e così per Serpepe.

24 giugno 2007, 60,8 km, 23,6 k/h

Giro del lago di Bolsena  con Massimo V. che mi è venuto a trovare da Roma. Saliamo da Valentano  e con ritardo (ma passiamo per Capodimente e allunghiamo…) arriviamo ai 639 della Montagnoli. Ci si riprende dopo in piano. OK

29 giugno 2007, 67,5 km (festa di S. Pietro  e Paolo, vacanza)

Arrivano a Marta Alberto Valentini e Giulio (71 e 76 anni) per fare il giro del lago. Arrivano tardi e partiamo per Montefiascone  già col caldo. Alberto sale con rapporti molto  leggeri, ha pochi km nelle gambe. Giulio è più leggero e pedale meglio in salita. Ci si ferma  guardare il lago, si scende e a Bolsena sosta di mezz’ora per visitare la chiesa di Santa Cristina. Poi bene in piano e la salita di Gradoli che io faccio col 21 per loro è dura  e lenta. Ogni tanto  torno indietro a vedere se arrivano. Si comportano bene per l’età. Due anni fa già avevamo pedalato a Pitigliano e Sovana. Al termine del giro (siamo stati in sella tre ore e mezza ) è bello pensare che si potrà pedalare ancora per 15 anni…..












Luglio

1 luglio 2007, 60 km, 24,3 k/h

Giro del lago di Bolsena di sera con salita da Valentano. Si conferma che il mio metabolismo migliora di sera e di pomeriggio. Il giro lo chiudo sotto le due ore  e mezzo con buone sensazioni su verso  Montefiacone.

3 luglio 2007,88,5 km, 25,4 k/h

Sono in ferie e prendo la bici invece che raggiungere l’ufficio. Prendo per la Bufalotta, la palombarese all’inizio, Setteville  Nord sulla pista ciclabile, Guidonia, Marcellina e sosta al bar in paese. Sto bene e salirei anche a San Polo ma mi aspetta Daniele per andare da Ikea, giro per Palombara e Stazzano. Discesa, Palombaraese e Nomentana. Per le mie medie una buona uscita. Andasse sempre così!. Va bene, anche perché sono lontano dall’ufficio da quattro giorni…

8 luglio, 75 km, 24 k/h

Partenza da Marta per Montefiascone e via per l’orvietana. Giro verso Castel Giorgio e San Lorenzo nuovo. Su per Grotte e la cantoniera di Latera (caffè).

15 luglio , 84 km, 20 k/h

Vengono Aurelio e Massimo ( con rispettive signore) a Marta per provare il percorso di Pitigliano che il ho fatto in gara lo scorso anno. Arrivano tardi e si parte da Pitigliano alle 10 e 45. In contro il Presidente del GC Pitigliano (Antonio Denci) che è appena rientrato dal suo giro e che ci dice che quest’anno la Granfondo della Città del Tufo sarà a ancora meglio organizzata e con più iscritti. Fa molto caldo e noi si parte quando gli altri tornano.  Si comincia come al solito con discesa e salita impegnative, a Manciano e a Montemerano in un’ora. Ci sembra buono. Buona anche la discesa verso Saturnia anche se si soffre il caldo e la carenza d’acqua. Si sale piano e incontriamo molti cicloturisti della Cekia che salgono a gruppetti e che si fermano, come noi ad ogni fontanella. Giù in discesa io sempre avanti  e i miei amici mi superano ad ogni salita. Sotto Sovana ci saranno 50 gradi nella conca vicino al  fiume. Si sale al Pian della Madonna per scendere a Lente. Non riesco più a pedalare e per la prima volta da quando faccio la salita per arrivare al paese mi fermo, una , due, tre volte. Non mi arrendo ma arrivo stremato. Aurelio e Massimo mi aspettano. Risultato di gran lunga inferiore alle aspettative. Così non val la pena di iscriversi alla mini Granfondo fatta l’anno scorso. Da oggi sono sotto antibiotico e lo sarò ancora per nove giorni (problemi di denti). Forse non è il caso che stia a lungo sotto il sole (dicono i medici).

29 luglio 2007, 62 km

Giro del lago  da Montefiascone con Massimo V. che mi è  tornato a trovare al lago di Bolsena di ritorno da Scansano. Ormai è di prammatica che si parta tardi quando si attendono i co-equipier…..Buona la partenza per Montefiascone e ancor meglio il tratto in pianura al livello del lago. Lascio tirare Massimo che sembra in buona forma. La salita per  Gradoli è sempre tosta e devo mettere  anche il 24. Mi piace la discesa e finalmente tocco  almeno i 68. Non sono nulla, lo so , ma con le ruote vecchie della mia Giant non posso fare di più…





Agosto

6 agosto 2007, 60 km, 22,8 k/h

Finalmente in ferie al lago.  Giro del lago partendo da Marta per Valentano.  Dopo lo stop forzato cerco di cavermela in 2 ore e 36.

7 agosto 2007, 40 km, 26 k/h

Da Marta per  Verentana, Bivio Serpepe, Tuscania , Marta.

9 agosto 2007, 85 km, 22,6 k/h

Da Marta  per Valentano, Cantoniera di Latera, Casone, S. Quirico, Sorano. Fin qui bene perché non fa eccessivamente caldo. Scendo a livello del fiume e su per la strada tagliata nel tufo verso Sovana. Prima del paese etrusco giro a destra per Pitigliano. Discesa e salita col 25 cercando di fare la salita senza fermarmi. Fatto. Passo al negozio dei prodotti tipici e saluto il Bussi che mi parla del successo della Granfondo del Tufo cui non ho partecipato. Riparto per  Casone  e , la Cantoniera e Valentano. Bello poter tornare con energie in avanzo. Ho pedalato con due ruote prestate da Caprio dove ho lasciato le mie vecchie Galli di 13 anni da rifare  perché non le vedo sicure. Qui ho rapporti più leggeri e in salita li sfrutto meglio.

10 agosto 207 20 km

Uscita con la Bianchi Touring sul lungolago poi  verso Capodimonte, verso Bisentium e ritorno.

11 agosto 2007  34 km  ( + 10 km con la Bianchi)

Da Marta per Tuscania, poi verso Viterbo e ritorno per Serpepe. (Comincia e diluviare che ho quasi finito il giro corto e Rita mi soccorre con l’auto quando sono ormai abbastanza bagnato)

12 agosto 74 km , 23,8 k/h

Da Marta con Rodolfo, Rossano, Graziano e il figlio Giorgio. Su Per Montefiascone  tutti in gruppo, solo G. viene su leggero e in leggero ritardo. Poi per l’Orvietana con problemi alla ruota di Rodolfo che è decisamente da centrare. Giorgio approfitta dei ciclisti più veloci che ci superano per allungare. Si gira per CastelGiorgio e sosta alla fontanella, fa  caldo ma pedalo bene. Perché sono più allenato di loro. Poi per  San Lotenzo N. e Grotte, avanti con Giorgio. Sosta alla Cantoniera di Latera per il caffè. Avanti con Giorgio fino a Valentano,  in discesa li perdiamo. Scopriamo poi che si sono toccati e i due fratelli sono caduti. Solo graffi ma credo dolorosi per tutti e due.

14 agosto 2007, 55 km, 23,3 k/h

Da Marta a Montefiascone, giù per Bolsena e salita dal Paese verso l’’Umbrocasentinese per Orvieto. Sono poco più di 6 km ma belli per la vista sul lago. Dura solo l’ultimo chilometro  prima di scollinaree poi il saliscendi per Montefiascone e la discesa verso Marta.  

15 agosto 2007, 56 km, 22,6 k/h

Uscita la mattina di ferragosto per Piansano, Valentano, poi giù nella “Valle di Valentano” , il cratere che sta alle spalle del lago di Bolsena. Alcuni chilometri in una piana calda con il fondo stradale in pessime condizioni e poi , lasciato il paese di Latera a sinistra, due chilometri di salita tosta per arrivare alla Cantoniera di Latera. Caffè e ritorno a Marta tranquillo.

19 agosto 2007, 68 km, 16,3 k/h

Sono arrivato ieri sera a  Novalesa in Val di Susa come faccio ormai d’estate da tanti anni. Oggi di domenica mattina parto per fare il Moncenisio. Due anni fa ho dovuto fare vari tentativi per fermarmi poi a una certa altezza. Oggi parto bene, fa caldo ma ogni tanto il sole si nasconde. Parto tranquillo con la nuova Compact 50/34 mai provata. All’inizio della salita per Guaglione metto il 34/23 e dopo poco il 26 che terrò quasi sempre. In contro un altro ciclista (viene da Viù) che si fermerà presto e che sale con un rapporto ancora più leggero del mio. Vado avanti e supero il paese e arrivo sui 900 metri per la prima sosta per bere al bivio per la Val Clarea. In tutto sono 30 km di salita e devo farla con calma. Riparto con lena e faccio altri quattro chilometri fino ai 1350 circa del bivio per il Comune  di Moncenisio. C’è una bella vista del paese di Novalesa dal quale sono partito e delle cascate di cui va fiero e che portano l’acqua che scende dal ghiacciaio del Rocciamelone (più di 3550 metri). Avanti ancora senza soste con pezzi tra il 7 e il 10% superando la vecchia dogana italiana in disuso, il confine con la Francia al 70 chilometri entrando in Savoia al Piano di St Nicolas. Davanti ci sono i bei tornanti della GranScala che portano alla  ex dogana francese . Due anni fa mi ero fermato qui,  adesso proseguo bene con il 34/26 w supero gli ultimi chilometri che mi portano ai 2100 metri del Plan des Fontanettes. Mi fermo al bar per un caffè francese. C’è tempo per a telefonata  a valle (“sono arrivato bene alla fine della salita e sono in Francia…”) e per due foto con il cellulare per dimostrare di essere stato qui. Decido a questo punto che devo completare la salita arrivando alla fine del lago dove è collocato il “valico del Mont Cenis” poco prima di collinare per scendere a Lanslebourg.  Si sale e si scende con fastidiosi cambi di pendenza. Alla fine foto davanti alla scritta che parla di 2083 metri. Comincia il ritorno che viene fatto (come dieci anni fa) sotto una leggera pioggerella e con il fondo viscido devo tirare i freni. Al l’altezza di Bar Cenisio riesco a superare tre vetture e mi butto in velocità verso il bivio di FerreraCenisio. Si sale per circa 150 metri prima di buttarsi giù verso Novalesa. Al di là della media bassa per la lunga salita è una grande soddisfazione essere riusciti a scalare la montagna.

22 agosto 2007, 37 km,

Oggi il tempo è variabile. In questi giorni in montagna fa freddo e il sole si nasconde spesso tra le nubi. A Novalesa piove tutti i giorni o quasi. Dopo aver aiutato ad abbattere un albero del giardino mi vesto per avvicinarmi in bici al Colle delle Finestre. Il Colle lo vedo da casa di Novalesa, o, meglio, vedo la cima delle due montagne che contornano il colle. Da giorni c’è un cappello di nuvole che copre tutto quello che sta sopra i 1600 circa. Ogni tanto ci sono sprazzi di luce e si vede qualcosa di più. Parto con il solito esercizio di salita, discesa e salita per Susa, Poi   al bivio per Meana di Susa ci sono le prime indicazioni per il Colle delle Finestre. Dopo un primo tratto al 3-4% si passa di colpo al 10-12% e il cuore sale di battiti e manca il fiato. Mi fermo un attimo, bevo e riparto attraversando il  paese composto da piccole frazioni. Si esce  dal paese e tutto mi sembra più bello ed accessibile. La strada entra nel castagneto e sale con alcune traversate che diventano dopo due chilometri dei tornanti stretti che girano sempre all’ombra del bosco. Sopra ci sono nuvole  che non promettono nulla di buono. Io mi fermo a prendere il fiato ogni 2-3 chilometri e finalmente esco dal bosco e si vede laggiù la valle di Susa e le case dei paesi vicini. Sono partito da Meana  a mezzogiorno e ora sono quasi le 13. Ho  fatto in totale 9 chilometri di salita. Mi fermo perché sento gocce di pioggia ed è tardi. Mi passano giovani ciclisti in allenamento (“siamo juniores”), sono accompagnati da un ciclomotore e dalla ammiraglia di una squadra di Bergamo. Salgono il tutto in sei, l’ultimo lo incontro due chilometri sotto quando scendo, sale più o meno alla mia velocità, tra l’8 e i 9 chilometri all’ora. In discesa devo stare molto attento, il fondo è quasi sempre bagnato e ci sono aghi di pino. In due occasioni sui tornanti la ruota di dietro se n’è andata. Poi da Susa si sale a Novalesa e altri  300 metri di dislivello. Scopro dopo essere arrivato a casa che dopo un chilometro e mezzo arrivavo al “colletto di Meana” e al tratto sterrato che ha fatto tanto “ciclismo eroico” al Giro d’Italia del 2005. L’appuntamento al Colle delle Finestre è solo rimandato di un anno. Col 34/26 mi sembra un obiettivo raggiungibile. 

25 agosto 2007 , 21 (+ 14 con la Bianchi)

Sono di nuovo al lago di Bolsena. In Val di Susa solo due uscite in bici con la Mass e tanta salita in panorami mozzafiato. Qui piccoli tratti, lungo il lago con la  Bianchi e su per Montefiascone dal lago con la Giant che ha le ruote (i cerchioni)  nuove ma che ho scoperto avere solo un 24 con il 39. Soffro le salite perché non mi sento particolarmente energico e dovrò cercare di mettere almeno un 26 per salvar le gambe.

26 agosto 2007, 62 km

Giro del Lago di Bolsena da Montefiascone con attenzione al cardio per rimanere sotto la soglia dei 159 battiti. Mi tocca mettere rapporti più leggeri del solito e badare a respirare bene. Operazione difficile sotto il sole cocente e soprattutto con il vento contro. Questa volta il caffè lo prendo a Gradoli e metà della salita senza forzare la mia resistenza non eccessiva. In discesa lascio correre la bici.

29 agosto 2007, 117 km

Oggi da Roma vado a Trevignano a trovare gli amici che hanno presso casa alla fine del paese  e che si stanno godendo il verde se non proprio il fresco. Il tragitto è all’inizio lo stesso che faccio per andare a Formello. In paese sono chiusi per ferie  tutti due i bar dove ci si ferma di solito. Caffè in un piccolo bar sulla curva a destra in salita. Poi il saliscendi per arrivare a Campagnano  e poi verso il lago di Bracciano in discesa. Lungo il lago si vedono bagnanti che sembra di essere al mare. Gli amici mi aspettano con una mare di nipoti (quattro assieme  a una mamma e a una tata). Pranzo da nonni , dopo aver lasciato pantaloncini e il resto ad asciugare al sole. Riparto da Trevignano girando per Anguillara e poi verso la Cassia e Due Ponti. Alla fine la media è di 24,7 si percorsi pedalati. (cinque ore di sosta al lago).

31 agosto  2007,38  km,  24,4 k/h

Da  Marta di sera verso Tuscania con buon ritmo ma più lento del solito. Poi dal paese verso Viterbo e la solita strada  “della Trinità” che io chiamo Serpepe . Mi fermo a raccogliere mele ancora un po’ acerbe e un grappolo d’uva dolcissimo. Qui la vendemmia non può attendere.













Settembre

2 settembre 2007, 67,7  km,    23,5 k/h

Parto da Marta con Max Vitullo che mi è venuto a trovare in questo primo week end di settembre e decido di salire a Valentano in modo dolce come usano i ciclisti di qui. Giriamo per Piansano dalla Verentana e poi tendiamo a destra per Valentano. Tranquilli fino al passo della montagnola e poi a Bolsena per il caffè in piazza. Dobbiamo tornare presto e  saliamo  per Montefiscone chiedendoci quando inizia la salita. Quando comincia è già finita e buoni tratti fatti col 53.

8 settembre 2007,   83 km,     24 k/h

Di nuovo in tre a Roma con Aurelio e Massimo  appuntamento per fare la Tiburtina. Guidonia paese dopo la ciclabile e salita per Marcellina. Bene con i rapporti nuovi della compact. Poi su per San Polo dei Cavalieri. Assieme tutti e tre fino agli ultimi metri. Se si va leggeri è un gra piacere fare anche queste salite vicino a Roma. La colazione al bar della piazza la offre Massimo che oggi compie i 50 anni (e festeggia , per ora, in bici con noi). In discesa vado avanti e tiro sul piano. Bene, come fossi in palla.

16 settembre 2007,  70 km  .25,5 k/h

Domenica mattina alle otto dal fioraio. (è un po’ che è chiuso, almeno da mesi e mesi pur essendo posto sulla tor di Quinto vicino al Gran Teatro..Chissà che cosa è successo) Si va a Formello. No mi tiro indietro su nessuna delle saliitelle e il ritmo forse ne guadagna. Al caffè ci sono novità, fra poco allargano e aprono un’enoteca (…”sai, prima con mio padre, negli anni 60 c’era una trattoria, ora faremo qualcosa di più moderno…”). Al ritorno pedalo con foga e li lascio indietro (“dove sei, avanti o indietro, non ti vediamo” mi dicono al cellulare). Sulla ciclabile è pieno di gente, famiglie, bici di tutti i tipi e gente a piedi. È tornata l’estate, si sta bene fuori. Intanto intorno al fiume stanno di nuovo crescendo le bidonville degli immigrati irregolari. Si vedono panni stesi, spuntano tetti tra le foglie, sui prati vi sono tracce del passaggio di tanti piedi che portano pesi. Alle fontanelle è pieno di gente che riempie taniche di plastica. Roma almeno garantisce l’acqua. La dignità no di certo.

23 settembre 2007, 62 km, 24 k/h

Sono a Marta e faccio il giro del lago salendo da Montefiascone. Non è una di quelle giornate che si possa dire che vado  forte, mi sembra di sudare  parecchio ma il lago è sempre uno splendore soprattutto nel periodo della vendemmia. Il percorso è il solito, ora che so che i rapporti della Giant sono molto più impegnativi di quelli della Mass che tengo a Roma sto più attento ai battiti quando affronto una salita e sono contento quando non supero i 160. caffè a Gradoli e poi avanti tutta con buon ritmo ma soprattutto tranquillo e senza strass, per me è già un ottimo risultato. Mi son fermato per strada a fotografare con il cellulare un barbagianni  adagiato ai margini della strada vittima, credo di qualche macchina durante le ore notturne, poco più avanti ci sono i resti di un istrice  (una “spinosa” come la chiamano da queste parti..). La solita strage quotidiana.

30 settembre 2007, 50 km

Partenza da Marta con la bici di Graziano  alla quale ho fatto aggiustare da Brunetti la ruota posteriore in vista dei prossimi impegni. Vado per il lungolago sullo sterrato fin sotto Montefisacone e salgo al paese con i pezzi al 7-9% che seguono i tre tornanti con i quali si scala la collina. Mi sembra più dura del solito e do la colpa  alla preparazione approssimativa. Vado da Caprio che sono tutto un sudore. Rimedio un palmer usato da portare all’Eroica (se mai ci andrò..). E riparto scendendo per Bolsena e poi sotto Gradoli. Non salgo al paese ma giro da basso aspettando i pezzi di sterrato. In realtà ci sono solo due chilometri e finiscono con uno strappo al 12-15%. Sono costretto a fare  50 metri a piedi e li vivo come una sconfitta.  Poi a Marta tranquillo.

 

Ottobre

1 ottobre 2007,  75 km

Con Aurelio e Massimo uscita domenicale a Roma con obiettivo Formello. Pedalo con la Sarto del 1975 e trovo un po’ di difficoltà a tenere il ritmo dei miei amici. Mi stacco e li riprendo, un po’ come al solito. L’altezza della sella è da regolare. Ritorno da Sacrofano faticando particolarmente sugli strappi  più duri  per la difficoltà di trovare i rapporti più adeguati. Devo alzare la sella di almeno un centimetro e mezzo per non aver dolore ai quadricipiti.

7 ottobre 2007, 76 km, 17 k/h

L’EROICA, finalmente. C’è voluto il sostegno di mio figlio Daniele che mi ha spronato (“Vai, ti piace, non rinunciare”)  e la presenza di Rita che mi ha accompagnato nel week end nel Chianti e così oggi ho fatto l’Eroica, più di 75 km di cui 35 su strade bianche. Siamo nel cuore delle colline del Chianti e qui le biciclette vanno sulle strade  che vengono difese e tutelate dalle amministrazioni e dalla popolazione perché rimangano “bianche”. L’Eroica è mitica. L’Eroica è una immersione , una “full immersion” nella storia del ciclismo e nella proiezione dei nostri sogni. Dei sogni di quando eravamo piccoli e correvamo, necessariamente ,sulle strade bianche,  e nei sogni di noi che pensavamo di diventare campioni o di diventare almeno come i “cantori” delle gesta dei campioni del pedale. Ieri sono arrivato qui nel Chianti, a Gaiole, dopo aver preso una stanza a Cavriglia (Locanda Cuccuini, mi è rimasta la curiosità di assaggiare la cucina che si presentava con un’offerta molto interessante) ed aver proceduto al ritiro del numero di gara, il 698. Pranzo in piazza a Gaiole poi sono stato a iscrivere la bici, una vecchia Sarto del 1975, al Registro delle bici d’epoca. Al mio amico Graziano, proprietario della Sarto arriverà una targhetta (da collocare sul  piantone)  che attesta che la bici è iscritta (con il  numero 221 ) al Registro. Pomeriggio con un giro  Radda e  la cena nel tendone di aiole (in 600). Ci sono tanti di quelli che il giorno dopo faranno l’Eroica nei suoi diversi percorsi. C’è anche Simoni che pedalerà poi con noi, c’è Cassani, ci sono Brocchi, Cimurri e tanti altri campioni del passato. Si Mangia e si beve con generosità e si fa tardi. Cassani se ne va presto (“vado a dormire che domani si deve pedalare…”).

Appuntamento in piazza alle 8 meno un quarto, non ho fatto colazione e la faccia dice che ieri ho abusato con il cibo e con il Chianti. Ci sarà modo di asciugarsi per strada. La temperatura è ideale, ieri ha piovuto e la strada è ancora un po’ umida ma si sta bene. Io indosso la maglia Sport Club Brescia del 1962, quando correvo come esordiente, i pantaloncino di lana hanno almeno trent’anni , le scarpe sono di quindici anni fa e il casco di pelle a strisce è un prestito di Cialone. Ho comperato ieri la borraccia di alluminio con il tappo di sughero old style e nell’insieme l’aspetto è adeguato alla situazione. Mi metto in griglia, mi ritrovo nel primo gruppo di quelli che faranno i 38 e i 75 chilometri. Intorno  a me tanti come me. Nessuno con la barba, ci sono tanti capelli bianchi ma anche giovani. Ci sono gruppi sportivi e qualche donna. Prevalgono le bici d’epoca come la mia che davanti ha un 52/42 e dietro cinque pignoni dal 14 al 22. Sarà dura sulle salite di sterrato. Viene timbrato il libretto per i controlli dove è indicato il percorso suddiviso nei vari tratti. Si parte alle 9 meno dieci dopo che siamo in fila da un’ora circa. Nel frattempo faccio colazione con un caffè e cornetto  portato in griglia da mia moglie nel bicchiere dal bar per me irraggiungibile. Faccio qualche foto e mi faccio fotografare per avere un ricordo vivo di come sono alla partenza. Finalmente si pedala. Si va sull’asfalto in discesa per quasi 10 chilometri e devo tornare indietro per raccogliere il “palmer” che mi si è staccato dalla cinghietta sotto la sella.  Poi si gira a sinistra, salita ripida e già due ragazze scendono dalla bici e vanno a piedi, alla fine del tratto dritto si gira a destra e si va sullo sterrato. Alla fine d3ella prima salita ci sono i primi applausi e gli incoraggiamenti. Mi vedono con la barba bianca e la faccia da pioniere e pensano che me la cavo bene.  Poi avanti sul bianco e poi di nuovo sulla strada provinciale verso Pianelle. Si gira a destra e penso che arriva la salita terribile, invece salgo con il 42/22, né troppo duro né troppo leggero. Supero ciclisti che hanno problemi con le loro bici e anche Berruti con la bici dei primi del 900, quella con cui si fa vedere spesso nelle immagini pubblicate sulle riviste. Mentre salgo supero una maglia di campione d’Italia Uisp (premiata ieri sera durante la cena), sta salendo piano aspettando gli altri campioni attardati da una foratura e sale con un rapporto molto leggero. Le dico che non posso andare piano con il 42/22e sono “costretto” a superare lei e altri che trovo sulle salite che faccio di potenza. Rimedio un “mitico” che mi  dà la carica per almeno un paio di chilometri. Più avanti c’è un misto di bianco e di sterrato mentre si sale per Vagliagli e a un certo punto devo mettere il piede a terra per superare un breve tratto estremamente ripido. Poi riprendo bene  e supero colline  e paesini trovando faticose e pericolose soprattutto le discese al 12 o al 15%.  Poi  da sotto si vede Radda e si sale ripidi sull’asfalto e in tre chilometri si superano 250 metri di dislivello. Poi, in compagnia di un biker che non conosce, come  me, la strada, mi butto nella discesa per Lucarelli e affronto la salita per Ponzano, la patria riconosciuta della bistecca  “fiorentina” del macellaio poeta. Si sale tranquilli fino al paese e c’è un corto muro quando si gira a destra per affrontare lo sterrato. Sono già passati 50 km e non si vede l’ombra di un ristoro. Finalmente, in mezzo alla collina, quasi come un miraggio ecco il ristoro. C’è un bel gruppo di ciclisti, c’è un ristoro sontuoso. Ribollita nei piatti di coccio, pane e salame, pane e miele, pane e pomodoro, dolci, banane e uva , noci, parmigiano  e formaggi vari e soprattutto il Chianti offerto in bicchieri di vetro , piccoli, come si usava un tempo. Così piccoli che ne servono almeno due per aiutare la digestione di un vero pasto consumato senza pensare alla salita che verrà. Ci sono i giornalisti di una televisione giapponese che intervistano e c ‘è pure la televisione francese. Durante il percorso ho avuto tanti scatti e molte riprese ravvicinate e adesso inseguono un ciclista pratese che parla al telefonino raccontando che intanto, sì, qui è arrivato. Ci sono due ciclisti  con le maglie di Caprio e parliamo di comuni conoscenti di Montefiascone. La Ripresa della bici dopo venti minuti è sofferenza pura perché si affronta il pezzo più duro del percorso, la salita della Volpaia. Due chilometri difficili per tutti, in particolare per me che con il 42/22  devo cercare di forzare  soprattutto le braccia che sembrano tirar su la bici dalla strada. Scendo e mi faccio almeno 600 metri a piedi. Camminando mi fa male la gamba sinistra. Mi superano in gruppo quelli del Gruppo DIDA confezioni di Arezzo, con i loro rapporti corti vanno poco più veloci delle mie gambe che spingono la bici. Dopo il tratto più duro salgo in bici  e li raggiungo sul falsopiano e poi soffro ancora sui successivi tratti in salita. Chiedo quanto manca e mi dicono che si sale sempre. Tremendo. Poi si scollina e si scende da Volpaia (vado forte in discesa e recupero, un ciclista per poco non va fuori strada sulla mia sinistra) e si va sotto Radda, si sale  su tratti impegnativi e dopo il paese si gira verso Cavriglia  Si gira a destra e si va di nuovo sullo sterrato. Un po’ di chilometri tranquilli e poi in picchiata su Gaiole. Finalmente arrivato. Guardo l’orologio, sono passate quattro ore   e mezza  dalla partenza. Sono stanco, soddisfatto, Ce l’ho fatta ma mi sembra di essere andato piano. Timbro all’arrivo e poi passo a ritirare il premio per avere fatto il percorso con una bici d’epoca. Bene. Sono stato fortunato e non ho bucato i tubolari. Non sono caduto nelle discese difficili. Ho superato belle salite impegnative e sono sceso dalla bici quando non potevo fare di più. Mi sono guadagnato il pranzo nel tendone ancora con la maglia d’epoca e il sudore appiccicato sulla pelle. Dopo poco comincio a osservare i ciclisti che arrivano e scopro che dopo un’ora e mezza dal mio arrivo ancora arrivano quelli della 75 chilometri. E quando vado ad acquistare la foto col diploma del “finisher” scopro di essere stato lo scatto 571 al traguardo. E allora, tolti quelli che hanno fatti i 38 Km, tolti i campioni,  tolti i prestigio e quelli che fanno 20.000 KM l’anno mi sa che devo pensare che è andata bene così. Appuntamento al 2008.

14 ottobre 2007, 54 km

E’ arrivata la giornata della gara sociale del Gruppo Franchi. Appuntamento all’Agriturismo Schiumarello e partenza dalle Quattro Strade di Rieti come da tradizione ormai da diversi anni. Bella giornata, fresca ma il sole sarà caldo sul percorso. Vado con Massimo che ieri è uscito con Aurelio ed è arrivato a Formello nel pomeriggio, io invece sono arrivato a Marta per vedere se finalmente ci sono funghi. Niente funghi e niente allenamento, ma io domenica scorsa ho pedalato sulle strade dell’Eroica. Proviamo il percorso e io sono abbastanza in affanno. Poi parto verso le 10 e il cuore è subito sopra i 160 battiti, mi allungo un po’ sulla bicicletta e penso che riesco a tenere per tutti  i circa 18chilometri della cronometro individuale. C’è sempre una piccola salita che non si vede ma che si sente sulle gambe quando il fondo stradale diventa ruvido e si moltiplicano le piccole buche. Il respiro va un po’ in affanno, davanti c’è l’atleta che è partito un minuto prima di me e vorrei raggiungerlo. Lo vedo, mi avvicino in salita e poi lo perdo in discesa. Lo riavvicino e quando sono in dirittura d’arrivo gli sono dietro . mi pare sia andata bene. Quando escono i tempi vedo con soddisfazione  che ho migliorato di 1 minuto e 6 secondi rispetto all’anno scorso (34’ 49’’) e ho fatto meglio di Massimo V. che lo scorso anno aveva stracciato sia me che Aurelio. Mancano pochi metri per avere la media dei 32 (31,92 k/h), prossimo obiettivo. Abbiamo pedalato poco e dobbiamo fare un passeggiata per scaricare la tensione. Si va con un gruppo di Franchi  alle sorgenti del Santa Susanna e facciamo foto. Poi su per la salita che porta a Rivodutri, il paese dove Max e Francesca, miei amici hanno casa. Sono due chilometri di salita abbastanza  dura e mi faccio una foto  davanti alla casa degli amici. Il pranzo all’agriturismo è come al solito un trionfo di vino rosso e di sapori rustici. Quest’anno non si fa la classifica dei diversi raggruppamenti d’età, premi per tutti i presenti e riffa finale. Olio di macchina per le vetture e buoni benzina. Mah. Ma non era la festa di un gruppo ciclistico?

21 ottobre 2007, 72 km, 24 k/h

A Formello con Aurelio e Massimo. Bene perché ancora funzionano sia “l’effetto Eroica” che il buon risultato della cronometro della gara sociale Franchi.

28 ottobre 2007, 77 km, 24,7 k/h

Con Massimo e Aurelio a Formello e poi ritorno per Sacrofano. Aurelio è in forma e ogni tanto parte e allunga. Io sono ai minimi termini ma la media alla fine è discreta.

 

Novembre

11 novembre 2007, 70 km, 23,3 k/h

Domenica non fredda ma minaccia pioggia, a Formello con  Aurelio e  Massimo che pedalano bene. Ieri sono andato a Marta a prendere l’olio al frantoio e loro a pedalare. Comincio a perdere i colpi. Sono questi i giorni in cui penso che dovrei uscire un po’ da solo, per rifare la gamba. Le gambe non girano, ho camminato a Barcellona per quattro giorni invece di andare in bici, E questo si paga.

18 novembre 2007, 70 km, 24 k/h

Uscita domenicale a Formello con Aurelio e Massimo,  fatica e cuore con alti battiti perché la condizione ormai non c’è più  e  si pedala per non perdere l’abitudine a stare in sella.

25 novembre 2007, 77 km, 23 k/h

Il percorso è sempre quello per Prima Porta e poi verso Formello. Nonostante mi senta debole mi faccio convincere e torniamo da Sacrofano con Aurelio e Massimo che mi staccano su tutte le rape. Il bar in piazza è chiuso e riaprirà fra un mese. Ci stiamo abituando alla sosta in un bar alla curva. Non male, c’è un cliente di 93 anni con le scarpe di ginnastica e chiede l’ora. Prima o poi deve tornare in una qualche casa lo attendono per il pranzo della domenica. Aurelio va a lezione di tango dal Maestro che è a Roma con la sua compagnia. Grandioso!

 

Dicembre

2 dicembre 2007, 70 km, 23,2 k h

Evidentemente il Tango si sposa bene con  la bicicletta e Aurelio viaggia ad un’altra velocità, sta meglio anche di Massimo e ci precede come vuole su tutte le piccole salite che portano  a Formello

9 dicembre 2007, 70 km, 23,1 k h

Altra domenica a Formello, siamo tra i pochi che affrontano anche piccole salite. I cicloamatori si guardano bene dal far soffrire le gambe e i polmoni. Autunno inoltrato e inverno sono periodi per pedalare in scioltezza. Così mi hanno detto i ciclisti del Gruppo Franchi riuniti alla cena sociale al Ristorante Amatrice (uno degli sponsor con scritta sulle maglie del gruppo ciclistico) di Fidene. Quest’anno si creerà  il sito www.gsfranchi.it . Aurelio scatta su ogni piccola salita, sta in gran forma.

16 dicembre 2007, 73 km, 22,2 k h

Aurelio è ufficialmente ammalato con mal di gola e così a Formello  andiamo Massimo ed  io partendo tardi quando il freddo è meno intenso (due gradi o tre) . Andiamo un po’ più piano del solito e ci fermiamo al bar della curva. Anda lenta e ritorno con gambe che finalmente cominciano a girare. Buona la discesa per chi anche con rapporti corti non riesce a migliorare. Ho usato per la prima volta la nuova casacca invernale Franchi. Non male.